6° Festival della Scienza Medica, “LEZIONI DI MEDICINA. COVID-19”. Accesso libero online

6° Festival della Scienza Medica, “LEZIONI DI MEDICINA. COVID-19”. Accesso libero online

02/10/2020 Off Di Media Manager

Medicina, società, politica, economia al tempo della pandemia al centro del programma di incontri, convegni, lezioni magistrali della sesta edizione del Festival della Scienza Medica, per la prima volta interamente online, che coinvolgerà le più autorevoli voci italiane e internazionali. Covid-19 e suo impatto sociale e culturale tema centrale


Bologna – Torna per la sesta edizione il Festival della Scienza Medica, che ogni anno riunisce a Bologna scienziati di fama internazionale, tra cui premi Nobel e i più riconosciuti esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e da ‘Genus Bononiae. Musei nella Città‘, in collaborazione con l’Università di Bologna e con il supporto del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Nell’anno della pandemia, anche questo importante appuntamento divulgativo dedicato alla cultura medico-scientifica e alle sue sfide cambia format: annullate le date di aprile, l’edizione 2020 del Festival sarà trasmessa integralmente online con cadenza settimanale, dal 2 al 17 ottobre prossimi. L’accesso alla piattaforma consentirà di vedere, previa registrazione, i live streaming e gli eventi on demand, secondo il programma. Gli indirizzi per accedere ai lavori sono www.bolognamedicina.it o direttamente su https://piattaformaventiventi.genusbononiae.it.

Anche gli argomenti di questa edizione non potevano che ‘adattarsi’ al momento storico inedito che stiamo vivendo e il Festival sarà dedicato al tema “Lezioni di medicina. Covid-19”, un momento di dibattito e confronto proprio sulla pandemia. Convegni, incontri e lezioni magistrali avranno l’obiettivo di trarre indicazioni utili su caratteristiche e conseguenze dell’emergenza sanitaria sul piano medico-sanitario, scientifico, economico, sociale e politico.

Il particolare momento storico che stiamo vivendo ha reso necessario ripensare il Festival in termini diversi da quanto era stato realizzato nelle prime cinque edizioni“– ha dichiarato Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae. Musei nella Città, il quale ha aggiunto che “le conseguenze dell’emergenza sanitaria hanno portato a trasformare questa iniziativa, conferendole una veste nuova, interattiva, che permetterà a tutti di ascoltare in diretta la voce dei più autorevoli scienziati ed esperti internazionali. Il Festival sarà un’occasione per analizzare gli innumerevoli profili che hanno chiamato in causa la Scienza Medica nel contesto di un’emergenza mondiale, inducendo a rivedere modelli sanitari, sociali ed economici che si davano per acquisiti, ma che invece subiranno inevitabili cambiamenti“.

Un evento atteso da quasi mezzo secolo dagli infettivologi di tutto il mondo, quello di una pandemia influenzale devastante a livello planetario, ha assunto la fisionomia di un virus insolito e insidioso, in grado di circolare quasi in incognito nell’80% della popolazione, creando qualche fastidio clinico al quindici per cento e mettendo a rischio la vita del cinque per cento, per la quasi totalità persone anziane o molto anziane e/o con polimorbilità“, ha commentato Gilberto Corbellini, Direttore Scientifico del Festival, secondo il quale  “Nessun Big One insomma, anche se il perdurare della pandemia e l’esplosione di nuovi focolai, uniti alla debolezza, frammentarietà o scarsa razionalità delle strategie di contenimento, rischiano di produrre devastazioni economiche e sociali paragonabili alle più gravi epidemie della storia, come la Peste nera del Trecento o la Spagnola del 1918-19“.

Tra gli ospiti del Festival 2020 alcune delle più autorevoli voci in campo medico-scientifico, note al grande pubblico anche per la loro inevitabile esposizione mediatica durante i mesi più critici della pandemia, a cominciare da Bruce Beutler, premio Nobel per la Medicina nel 2011 per le sue scoperte sull’immunità contro i microbi e sul modo in cui l’organismo si difende naturalmente dagli attacchi esterni attraverso il sistema immunitario.

Il programma
Medicina, scienza, politica, economia, storia: un evento di portata epocale come la pandemia da Covid-19 investe una molteplicità di sfere, riflettendo le sue conseguenze in maniera diretta o indiretta pressoché su ogni aspetto delle esistenze dei singoli e della collettività. Dallo stato dell’arte su terapie e vaccini all’impatto della pandemia su politica ed economia, dalle ricadute psicologiche dell’emergenza sanitaria alla comunicazione di quello che è l’evento più “mediatizzato” nella storia delle patologie, molti sono i temi che la manifestazione tratterà, guardando alla pandemia da differenti punti di vista. Gli eventi in live streaming saranno trasmessi con cadenza settimanale, come da programma allegato: a seguire una carrellata sugli appuntamenti e gli ospiti di questa edizione.

La manifestazione è inaugurata oggi, venerdì 2 ottobre alle ore 17, con i saluti di Fabio Roversi-Monaco e dei rappresentanti delle Istituzioni bolognesi, con l’ex Rettore dell’Università di Bologna che modererà la conferenza “Covid-19. Come le istituzioni hanno protetto i cittadini”, insieme a Gilberto Corbellini. Conferenza che vedrà il coinvolgimento di Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Antonio Gaudioso, Segretario di Cittadinanzattiva, Nicoletta Luppi, AD di MSD Italia, il Presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi e Silvestro Scotti, Segretario Generale Nazionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale. A seguire (ore 18.30) sarà la volta di John Ioannidis, l’epidemiologo statunitense che con le sue posizioni poco allineate sui numeri ufficiali della pandemia – a suo avviso non del tutto credibili e pertanto responsabili di una percezione falsata della gravità della situazione – ha attirato critiche da parte della comunità scientifica e dei media:. Ioannidis sarà introdotto dal Professor Lucio Maria Ildebrando Cocco, dell’Università di Bologna, che metterà a confronto due approcci (modelli e prove), complementari in medicina, ma spesso conflittuali.

È indubbio che la pandemia da Covid-19 abbia una relazione molto stretta con la globalizzazione: la sua capacità di diffusione rapidissima è strettamente legata alle possibilità di veloce spostamento delle persone, oltre che di un pianeta sempre più densamente popolato. Il Direttore del Festival Gilberto Corbellini, Ordinario di Storia della Medicina alla Sapienza di Roma, giovedì 8 ottobre accompagnerà in un viaggio nella storia delle pandemie, strettamente collegate all’evoluzione dell’uomo. Ospiti della stessa giornata anche Andrea Crisanti, Professore di Microbiologia all’Università di Padova e già docente di Parassitologia Molecolare all’Imperial College di Londra, che illustrerà l’esperimento di Vò Euganeo, epicentro del primo focolaio italiano, dove la popolazione è stata isolata e sottoposta a controlli periodici per tracciare la circolazione del virus e contenere i contagi. L’emergenza sanitaria ha drammaticamente portato in primo piano la funzione primaria delle terapie intensive, necessarie a mantenere le funzioni vitali del paziente per tutto il tempo necessario a che la malattia, che le ha compromesse, guarisca: ne parlerà Luciano Gattinoni, Direttore del Dipartimento di Anestesia, Rianimazione (Intensiva e Subintensiva) e Terapia del Dolore all’Università degli Studi di Milano. Infine un interessante approfondimento sulla nutrizione al tempo di Covid-19 a cura di CAAb e Fondazione FICO, che presenterà i dati di un’indagine dell’Osservatorio Waste Watchers della Campagna Spreco Zero su come sono cambiate le abitudini alimentari degli italiani durante il lockdown: tra gli ospiti il Presidente della Fondazione FICO Andrea Segrè.

Venerdì 9 ottobre il Festival ospiterà Fabio Pammolli, docente della School of Management del Politecnico di Milano, per fare il punto sulle conseguenze economiche delle misure di contenimento del contagio, sulla contrazione delle attività economiche e su possibili scenari e gestioni nel caso di una seconda ondata. I riflettori della medicina puntati sulla pandemia e la generale confusione dovuta all’apparire di una patologia sconosciuta hanno messo in dubbio l’impiego di farmaci cardio-vascolari, ritenuti erroneamente untori in grado di promuovere il contagio: a parlarne sarà Claudio Borghi, Direttore della Unità Operativa di Medicina Interna del Policlinico S.Orsola- Malpighi di Bologna. Chiuderà la giornata l’incontro tra i rappresentanti di quattro Università italiane (Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Padova, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Università degli Studi della Calabria), con un confronto sui progetti di ricerca da esse sviluppati per il contrasto a Covid-19, a cura di Intesa Sanpaolo.

Di grande interesse l’intervento, in programma sabato 10 ottobre, della Professoressa Michele Gelfand, psicologa e Distinguished University Professor all’Università del Maryland: i suoi studi sul modello “tightness-looseness” dimostrano in che modo la differenza tra modelli culturali e politici – culture rigide verso culture più libere – ha determinato una differente gestione della pandemia nei diversi paesi, e differenti tassi di mortalità.

La presentazione del professor Giovanni De Girolamo, Direttore dell’Unità Operativa di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa presso l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, si incentrerà sulle conseguenze emotive della pandemia, fruizione in sicurezza delle prestazioni sanitarie erogate, affinché la pandemia non pregiudichi, impedendo l’accesso alle cure, la salute generale dei cittadini.

L’ultima giornata del Festival, sabato 17 ottobre, vedrà la partecipazione di Bruce Beutler, Premio Nobel per la Medicina nel 2011: un intervento incentrato sulla funzione immunitaria innata, oggetto delle ricerche che gli sono valse il più prestigioso del riconoscimenti, su come le mutazioni genetiche possano compromettere il sistema immunitario e quelle indotte che sopprimono l’effetto di altre mutazioni dannose possano indicare obiettivi per lo sviluppo di farmaci o terapie genetiche per malattie specifiche. Ancora il Professor Giuseppe Plazzi sarà di nuovo protagonista dell’incontro dedicato alla narcolessia, rara malattia autoimmune nella quale gioca un ruolo fondamentale la diagnosi rapida. In chiusura di giornata l’incontro dedicato agli aspetti etico-deontologici della pandemia, dalle scelte che si rendono necessarie, in ambito ospedaliero, alla sostenibilità etica della sperimentazione dei farmaci: ne parleranno Stefano Canestrari, Ordinario del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna, Cinzia Caporale, coordinatrice della Commissione per l’etica e l’integrità nella ricerca del Cnr e Susi Pelotti, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Medicina Legale dell’Unibo.

L’edizione 2020 sarà anche occasione per rivedere e riascoltare i contributi di alcune delle più autorevoli voci intervenute nelle passate edizioni del Festival, con le conferenze dei premi Nobel Robert Lefkowitz, Tim Hunt, Louis Ignarro, Amartya Sen, Aaron Ciechanover, Michael Rosbash, John Gurdon, Eric Kandel, disponibili on demand. Saranno inoltre resi disponibili i podcast e le presentazioni delle conferenze di oltre 100 ospiti delle passate edizioni di questa iniziativa.

Gli eventi live accessibili da piattaforma saranno resi disponibili 24 ore dopo la messa in onda, mentre immediatamente disponibili saranno le lectio magistralis dei Nobel trasmesse dal lunedì al mercoledì, dall’archivio del Festival.

Per rimanere aggiornati sul programma www.bolognamedicina.it
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